Stefano Bussolari
Nel 1758 Linneo classificò il Capriolo (Capreolus capreolus), andando a definire zoologicamente la popolazione europea di questo ungulato appartenente all’ordine degli artiodattili ed alla famiglia dei cervidi (animali dai palchi pieni e rinnovabili annualmente).
In larga parte della regione Emilia Romagna il capriolo ha trovato un ambiente congeniale; essendo un erbivoro ruminante ed un brucatore selettivo predilige i boschi e le macchie di latifoglie (querceti, castagneti, faggete e formazioni arboree giovani con sottobosco e arbusteto) e l’intercalare con situazioni di transizione ed osmosi tra bosco e prato. I margini e le fasce ecotonali si caratterizzano come ambienti in cui la densità dei caprioli risulta più elevata potendo qui reperire alimenti ad elevata concentrazione proteica come gemme ed apici fogliari.
È evidente che il reperimento di sostanza trofica impatta sia su bosco sia su colture agrarie; consuma giornalmente una quantità di alimento verde ad alto contenuto energetico e in minor misura di fibra grezza e sostanza secca, in totale pari al 3-4% del suo peso. Il fabbisogno giornaliero varia in funzione della stagione, del sesso e delle disponibilità del territorio. La brucatura consiste nell’asportazione di parti di piante arbustive o arboree, soprattutto a carico di germogli, foglie e piccoli rami. Il danno è particolarmente grave se avviene a carico dell’apice vegetativo.
Impatti si possono avere su vigneti o frutteti il cui danno interessa tanto le parti verdi delle piante (foglie, gemme e tralci) quanto i grappoli o frutti giunti a maturazione. Può rovinare le piante per arrivare, strappando, ai frutti stessi, compromettendo la crescita coetanea delle piante in fase giovanile e allontanando l’ammortamento delle spese di nuovo impianto. Non mancano casi in cui, soprattutto nei vigneti, gli urti e il calpestio provochino l‘abbattimento delle viti o la rottura di rami in seguito alla trazione esercitata (il maschio ad. può superare 30 Kg).
Di natura comportamentale sono, invece, i danni da sfregamento dei palchi su impianti o dovuti ad attività come la marcatura del territorio (piazzole e fregoni) e i danni da scortecciamento. In prossimità di coltivazioni di pianura può causare danni significativi alimentandosi di piante erbacee, germogli e frutti, specialmente in periodi stagionali di risorsa scarsa nella macchia o durante la stagione riproduttiva. Il danno diretto è causato principalmente dall’asporto delle parti verdi e più tenere di una vasta gamma di colture agricole erbacee e arboree. Le più soggette sono: mais, frumento, orzo, e colture foraggere. Si nutrono sia delle piantine giovani appena seminate, che di pannocchie o spighe dalla maturazione lattea. Gli ortaggi come cavoli, fagioli e patate sono frequentati dai caprioli, che si nutrono sia dei prodotti sia di parti verdi.
La prevenzione dei danni richiede misure appropriate per ridurre l’intrusione del capriolo alle aree dove insistono le cultivar oggetto di salvaguardia. Le recinzioni sono la misura preventiva più comune per proteggersi. Possono essere elettrificate, in grado di fornire una dissuasione al passaggio/contatto con piccole scariche; o tradizionali, realizzate con reti metalliche alte almeno 1,80 mt, per impedire al capriolo di saltarle. Il costo di una recinzione contenitiva tradizionale è di circa 20, 25 euro al metro e comprende i pali di sostegno, la rete in acciaio “crapal”, i fili di ferro, l’escavatore per lo scavo della linea dove interrare la rete e la posa dei pali. La recinzione elettrica per un perimetro di 500 metri, corredata di recinto mobile, con batteria da 130 Ah della durata di circa 2 mesi, ha un costo che si aggira sui 385 euro. L’efficacia dei recinti elettrici è in funzione di una manutenzione continua con taglio raso delle erbe sotto l’ultima calata, per evitare l’effetto massa.
LA DIFFUSIONE IN ITALIA
La dimensione della popolazione italiana di caprioli, dopo aver toccato nel 1960 il minimo storico (c.a 10.000 individui, distribuiti tra alta Lombardia, Alpi orientali, e Appennini centro meridionali); registrò un nuovo sviluppo a partire dagli anni Sessanta, ricolonizzando sia l’areale originario, che nuovi territori. Nella penisola la specie dal 1980 al 2010 ha evidenziato un incremento di oltre il 340%, attestandosi sui 450.000 esemplari, c.a (Apollonio 2019). Dal 2020 a oggi pare registrarsi una leggera flessione (10% c.a) di presenza forse dovuta alla ricomparsa del lupo, suo predatore, connotando comunque una diffusione importante.
È cambiata però la distribuzione geografica, prevalente su Appennini o Alpi (non a quote elevate), ma è stanziato non più in via eccezionale in zone pedecollinari e pianure. Ciò è avvenuto per esplorazione e dispersione di individui singoli, in genere giovani maschi, già dai primi anni 2000. In cerca di nuovi ambienti utili per disponibilità di fonti trofiche e rimesse, hanno percorso da monte a valle golene e fasce perifluviali. Si è poi registrata una sequenziale e progressiva stabilizzazione planiziale di piccoli nuclei che trovano utile allignare in ripristini ambientali, macchie radure e corridoi ecologici ricreati a seguito di bandi regionali (Es. P.S.R. Emilia Romagna) o per interventi di riqualificazione ecosistemica operati da Enti Gestori di aree protette o siti di R. N. 2000.
L’utilizzo di repellenti chimici a base di concimi azotati e repellenti seminaturali a base di capsaicina o oli essenziali, hanno efficacia parziale. L’uso di dissuasori visivi e acustici (led a luci blu notturne, ultrasuoni ad alta frequenza, detonazioni irregolari) è proficuo ma può limitarsi nel tempo. Per la rete viaria si stanno sperimentando sensori di rilevamento di soggetti in avvicinamento alla rete stradale.
Nella pianura (comprensorio omogeneo 1) da Piano faunistico venatorio regionale la specie dovrebbe essere contenuta in basse densità obiettivo, in ottica non conservativa.
Per info sui bandi per la dotazione dei presidi di prevenzione ecologica alle aziende agricole contattare i Settori Agricoltura caccia e pesca della Regione, suddivisi per ambiti territoriali.




