"in onda" Trasmissioni 2017

“A cielo aperto” raddoppia

In agricoltura si parla tanto di innovazione, di fare sistema, dell’importanza dell’aggregazione, e allora perchè non farlo anche nella comunicazione su questo settore strategico per l’economia, per l’ambiente, per i consumatori? Così “A cielo aperto”, la trasmissione che da oltre 27 anni è a fianco degli agricoltori, raddoppia lo spazio settimanale su Trc incontrando nuovi collaboratori e affiancando al titolo storico quello di “Con i frutti della terra”.

Competenze, dunque, che si uniscono perchè la voce degli agricoltori diventi più forte. Un’ora televisiva, con uno scatto ulteriore rispetto al contesto nazionale in un confronto tra una Emilia Romagna cuore della trasmissione, ma uno sguardo anche al nord, tra Veneto e Lombardia, al sud tra Puglia e Calabria, al centro tra Umbria e Marche.

Se la politica di riferimento è europea, un occhio attento ai contesti delle regioni italiane diventa fondamentale per collocare le eccellenze di un’area importante come la nostra, ma anche per superarne limiti e incertezze. Perchè non sono tutte rose e fiori, perché anche se il settore è definito “anticiclico” la crisi c’è, o prima o poi arriva, perchè basta una grandinata fuori luogo, un parassita esotico, un’estate bollente, a mettere in crisi un’attività che ha bisogno del lavoro dell’uomo in sintonia con le giuste stagioni, perché l’agricoltura non è la quiche o la fondue preparata in una cucina stellata, come non è più l’aratro o il forcale.

L’agricoltura non è nostalgia, ma neppure futurismo esasperato: anche se i conti li deve fare con un mercato allargato, con la competizione sleale, con i costi di produzione, con la burocrazia. Infatti, tra quelle mille parole, troviamo anche “prezzo” e “prodotto”.

Di tutto questo si occuperà il nuovo format televisivo, in onda sulle emittenti del gruppo Trc, al numero 15 nella numerazione automatica dei canali del digitale terrestre per l’Emilia Romagna, e sulla piattaforma nazionale Sky, sul canale 827.

Si parte domenica 8 aprile, e si resta insieme per tutto l’anno, senza soste: alle 12.30, ma anche alle 18 e alle 23, per ritornare all’alba del lunedì, prima delle 6. Nel segno della continuità ma anche dell’innovazione: lo staff di “A cielo aperto” e gran parte del nucleo storico di “Con i piedi per terra” insieme con operatori di ripresa specializzati, giornalisti professionisti, grafici ed esperti di post produzione. Un denominatore comune: la passione.

La programmazione

Un anticipo dei contenuti portati alla ribalta nel primo mese di programmazione: la grande kermesse di Agriolo, fiera dell’agricoltura romagnola, lo speciale Vinitaly con un giro tra le cantine emiliano romagnole ma anche raccogliendo novità da tutto il mondo del vino, le nuove frontiere dell’allevamento con i dolcissimi alpaca in primo piano, la fiera della zootecnia nel cuore di un paese terremotato con Agriumbria, le ultime novità sul fronte della meccanizzazione con i costruttori italiani, i numeri e le potenzialità del settore floricolo e florovivaistico, da Euroflora che torna a Genova Nervi, fino a nuove competenze sbocciate nelle nostre aziende agricole, un progetto di filiera con l’inaugurazione di un mulino per cereali a Modena e un imprenditore che sta costruendo la sua azienda coibentandola con paglia e prodotti vegetali, i campi varietali dei cereali più diffusi e le novità della ricerca sementiera.

Ma per cominciare, proprio nella prima puntata, Barbara Paknazar per “Con i frutti della terra” esplora l’importanza della formazione delle giovani generazioni attraverso un tour tra istituti agrari e della ristorazione, (il Persolino di Faenza e il Pellegrino Artusi di Riolo Terme), Giovanni De Luca, di Allevatori Top, ci farà fare un giro tra le razze italiane, dalla Valdostana in malga alla Bruna al pascolo, mentre Claudio Ferri con “A cielo aperto” ci racconta un esempio di filiera corta di montagna attraverso l’incontro con il “Farneto”, che sulle colline di Monterenzio ha dato concretezza alla multifunzionalità, dall’allevamento bovino alla produzione di latte e carni, dalla vendita diretta all’agriturismo, dalla cura del bosco all’impronta biologica.

Una curiosità finale: tra le parole più usate anche “cielo” e “frutto”. Che sia di buon auspicio.

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