"in onda" Trasmissioni 2017

Puntata nr. 7 dell'11/06/2017

In questa puntata...

Il futuro dell’agriturismo? Fare rete e puntare sulla genuinità

Fare rete tra imprese, genuinità dei prodotti e anche dell’accoglienza, buona viabilità: sono in sintesi gli elementi che possono determinare il successo di un agriturismo, una attività che in Emilia Romagna conta oltre 1200 imprese, il 30 percento delle quali è concentrata nelle province di Bologna e Modena e attive per buona parte in collina e montagna.
Cosa induce i turisti nella scelta dell’ospitalità rurale? E come si sta evolvendo il settore che attira migliaia di turisti?
A questi quesiti hanno dato risposta esperti del settore coinvolti in un incontro che si è svolto ad Anzola Emilia presso l’agriturismo ‘I salici’.
Un network di imprese diventa quindi uno strumento per offrire proposte turistiche appetibili.
 
Cristiano Fini, vice presidente Cia Emilia Romagna
 
Altro tema affrontato è il modo in cui gli avventori si avvicinano alle aziende agrituristiche , ovvero in autonomia e sempre più condizionati dai circuiti web. 
L’iniziativa, promossa dall’associazione Turismo Verde  delle Cia, ha inoltre informato sulle ultime novità fiscali e le opportunità offerte da Piano regionale di sviluppo rurale. A trentadue anni dall’introduzione della prima legge regionale di settore c’è stato uno sviluppo dell’agriturismo che a tutt’oggi ha una capacità ricettiva annua pari a oltre 9.800 posti letto, dispone di 530 piazzole in agri-campeggio e la possibilità di somministrare fino a circa 4.603.000 pasti annui.
 
L’azienda di promozione turistica della regione Emilia Romagna suggerisce la coalizione tra imprese che si devono specializzare su alcuni segmenti e in relazione alla specificità del territorio e alle loro peculiarità  
Roberta Moretti, Apt Emilia Romagna
 
 
L'agriturismo, vera e propria vetrina del territorio e dei suoi prodotti, rappresenta un contenitore dove trovano spazio le offerte che possono interessare un ospite in visita all'azienda agricola: il pernottamento, la ristorazione, la commercializzazione di prodotti agricoli, le attività didattiche, sociali, culturali, sportive e più in generale tutte le offerte di intrattenimento sul territorio rurale gestite dagli agricoltori.
Genuinità dei prodotti e processi produttivi artigianali talvolta confliggono con le norme igienico sanitarie vigenti che diventano veri e proprie vincoli per offrire genuinità e tipicità
Simona Caselli, assessore regionale Agricoltura Emilia Romagna

 
2016, bilancio positivo per Progeo

Un conto economico che cresce del 3,5% sull’anno precedente e un buon andamento generale della cooperativa e delle sue con le controllate Scam, Intesia ed Agrites.
E' in sintesi il risultato del bilancio 2016 di Progeo, azienda che ha un ruolo di rilievo nel panorama agricolo nazionale, sia nella fornitura di mangimi alle aziende zootecniche, sia nel comparto delle farine alimentari di produzione nazionale garantita, oltre che per la raccolta di cereali e proteoleaginose prodotti dagli agricoltori associati.€È

Marco Pirani, presidente Progeo


Bene la campagna cerasicola

Il vantaggio produttivo accumulato nei mesi eccezionalmente caldi di marzo e buona parte di aprile è svanito con l’abbassamento delle temperature di inizio maggio, riportando alla consueta stagionalità la maturazione delle ciliegie e di altre produzioni frutticole.
Le gelate del 20 e 21 aprile non sembra quindi che abbiano determinato perdite di prodotto e L’annata si presenta  buona dal punto di vista qualitativo che quantitativo in tutta la regione che dispone di oltre 2300 ettari di ceraseti. Nella sola area del comprensorio della ciliegia tipica di Vignola sono certificati 450 ettari a marchio comunitario, a cui ne vanno aggiunti altri 100 non ancora inseriti nel circuito dell’Igp ma che esprimono alta qualità e che hanno una propria rete di vendita.

Stefano Cavani, frutticoltore
Stefano Caruso, Consorzio Fitosanitario Modena e Reggio

 

Rapporto Agroalimentare 2016, bene zootecnia, va male per ‘i vegetali’

La Produzione lorda vendibile dell’agricoltura emiliano romagnola cresce complessivamente  del 3%, ma si basa su un andamento molto differenziato a seconda dei comparti: a fronte di una zootecnia in grande ripresa, le produzioni vegetali risultano in flessione .

E’ quanto emerge dal Rapporto 2016 sul sistema agroalimentare dell’Emilia Romagna presentato a Bologna e che evidenzia un recupero delle quotazioni di latte vaccino e carne suina, mentre soffrono ancora carni bovine, pollame e conigli. In altalena anche le produzioni vegetali: le diminuzioni di prezzo hanno interessato in misura variabile tutti i cereali, gran parte delle orticole e vino. Di converso hanno recuperato terreno le quotazioni di piante industriali, foraggi e, soprattutto, della frutta, a parte le pere.
Paolo de Castro
 
C’è poi un balzo in avanti degli occupati: 76mila addetti fra autonomi e dipendenti, mentre l'export dell'agroalimentare arriva a 5,9 miliardi di euro (+2,4%).
I cinque principali Paesi di destinazione dei prodotti made in Emilia-Romagna si confermano in ordine di importanza Germania, Francia e Stati Uniti seguiti da Regno Unito (e Spagna (4,5). Tra i mercati più ricettivi nel 2016 si segnala la galassia dei Paesi dell’ex Europa dell’est, Russia in testa, poi Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud, Taiwan e Hong Kong tra gli asiatici, mentre a sorpresa arretrano Cina (-28,4%) e Giappone (-8,6%).
 
Tra i numerosi primati dell’agricoltura regionale c’è anche quello che riguarda l’incidenza delle cosiddette attività secondarie e di supporto che consentono di diversificare e integrare il reddito agricolo. È il caso degli agriturismi, del contoterzismo, della produzione di energia rinnovabile e della prima lavorazione dei prodotti:

Paolo de Castro, vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

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