"in onda" Trasmissioni 2016

Puntata nr. 8 del 12/06/2016

 

In questa puntata: "UN MELONE D'ARTE", "GRANTERRE LEADER NEL PARMIGIANO", "ARCHEOLOGIA E AGRICOLTURA" e "LA FLAVESCENZA DORATA DELLA VITE"

 

Un melone "d’arte"

Franco Mezzetti e Morena Michelini, San Pietro in Casale -

Appena entri nell’area cortiliva ti accorgi che tra le serre pascola un cavallo bianco argentino: è la mascotte dell’azienda agricola Mezzetti, una quarantina di ettari a San Pietro in casale, metà dei quali coltivati ad ortive.

Cocomeri e zucche, ma è soprattutto la coltivazione dei meloni il fiore all’occhiello aziendale, una specializzazione che è consolidata negli anni e che ha portato Franco Mezzetti e la moglie Morena Michelini a caratterizzare il loro prodotto di punta con un marchio ad hoc: “Il melone d’arte”.

“Sì perché fare un melone buono ci vuole tanta passione e dedizione - dice Mezzetti - ed è per questo che abbiamo scelto questo nome - L’annata è iniziata con temperature altalenanti, un fattore che ha condizionato un po’ tutte le colture agricole, anche se il tunnel mitiga in parte gli effetti degli sbalzi del clima”.

Numerosi tunnel "freddi" ospitano cocomeri e meloni, questi ultimi da pochi giorni maturi che prendono la strada del nuovo mercato di Bologna, da poco inaugurato.

La filiera del melone é tutta interna all’azienda perché il seme viene piantato negli appositi vasetti, innestato e trapiantato in serra.

Dal 1988 l’azienda dispone di un posteggio al Caab di Bologna (ora Nam, Nuova area mercatale). “Ma il nostro prodotto lo conferiamo anche ad altri mercati, come quello di Milano, Verona e Padova – prosegue Mezzetti – e con il melone facciamo anche il raccolto tardivo, garantendo meloni fino ad ottobre”. I prezzi non sono ovviamente costanti, e si va dai 3 euro e oltre al chilogrammo per i primi frutti fino ai 5 centesimi in piena produzione, quando l’offerta è abbondante. “ La vendita diretta è minima perché non siamo organizzati per questa attività – chiarisce – che nel pieno della stagione impegna anche una decina di operai per la raccolta”.  

Le varietà di melone che utilizza, prevalentemente liscio, sono l’honey moon e le tipologie charantais, “molto apprezzate dai consumatori”, sottolinea Morena .

Anche la produzione di cocomeri ha un peso importante nell’ordinamento colturale dell’azienda, un prodotto che viene alienato ad oltre un euro al chilogrammo ad inizio campagna per scendere a poco più di 25 centesimi quando sono nel picco produttivo.

“Anche le zucche sono importanti – segnala Mezzetti – un prodotto che commercializziamo, a seconda delle annate, fino ad aprile”.

Non mancano gli inconvenienti, comuni a molti agricoltori: “Pochi mesi fa mi hanno rubato una trattrice dal valore di oltre centomila euro – conclude – e un episodio di questo tipo è fortemente destabilizzante sul piano economico”.

In Emilia Romagna sono circa 1500 gli ettari investiti, pari ad un 6% del totale nazionale.

E’ la Sicilia in testa alla classifica per la coltivazione dei meloni in pieno campo.

 

 

Nel Parmigiano il Gruppo Granterre conferma la leadership  

Il comparto del Parmigiano non ha attraversato acque calme negli ultimi anni e i produttori di latte hanno fatto ricorso a tutte le loro energie per rimanere a galla e non disperdere un patrimonio zootecnico capace ancora di produrre utili. Segnali di conforto vengono dal Gruppo Granterre-Parmareggio, leader nel mercato del Parmigiano Reggiano, che chiude l’esercizio 2015 con risultati positivi, nonostante il calo registrato nei prezzi di vendita del formaggio e del burro.

Ivano Chezzi, presidente gruppo Granterre

Buoni i risultati dei prodotti a marchio Parmareggio, che rappresentano un punto di forza del Gruppo e in grado di dare valore aggiunto  all’intera filiera produttiva.

Giuliano Carletti, AD Parmareggio

 

 

Un connubio tra agricoltura e archeologia

Una necropoli che risale a 2500 anni, reperti archeologici di grande pregio e una  grotta abitata sin dalla preistoria dall’uomo di Neanderthal 70.000 anni fa : sono tesori che si trovano nelle campagne di Salve, nel Salento, un comune a pochi chilometri da Santa Maria di Leuca.

Qui, tra bianche spiagge come  Pescoluse e un entroterra  in cui crescono ulivi secolari, convivono turismo e agricoltura grazie a un connubio tra arte e imprenditoria agricola.

Matteo Pepe, presidente  ‘Salveturismo’

 

 

Flavescenza dorata della vite: gli interventi per combatterla sono obbligatori

Paolo Bortolotti Consorzio Fitosanitario di Modena

 

 

 

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