"in onda" Trasmissioni 2016

Puntata nr. 2 del 01/05/2016

 

In questa puntata:

Gli orti della Romagna

Il Consorzio di Burana apre ai cittadini 

La Cimice asiatica monitorata dai tecnici

 

Gli orti della Romagna

Legumi e verdure a foglia: in questa produzione l’ Emilia Romagna è tra le più avanzate d’Italia. Con la complicità della posizione geografica e del clima, oltre che ad una presenza importante dell’agroindustria, i produttori hanno sviluppato una grande professionalità nel coltivare ortaggi che non solo entrano nella catena del freddo, ma hanno vengono immessi nei mercati per il consumo fresco. La vendita diretta e i farmers market sono un altro importante veicolo per commercializzare gli ortaggi, un canale che piace al consumatore che riesce ad instaurare un dialogo con l’agricoltore –fornitore capace di dare valore aggiunto al prodotto.

L’utilizzo di ortaggi è in aumento e il consumatore è sempre più attento a qualità e aspetti salutistici di ciò che porta in tavola, a partire dalle proposte ‘naturali’. Sul prodotto biologico c’è infatti molta attenzione e i coltivatori in questo segmento di mercato hanno buoni margini di manovra per produrre per il consumo fresco e per l’industria che segue con attenzione le dinamiche dei consumatori. Anche alla luce del Piano Strategico nazionale del biologico approvato recentemente in Conferenza Stato Regioni e che prevede una serie di obiettivi mirati per la crescita del settore da raggiungere entro il 2020.

Denis Tomassini - orticoltore

 

 

Il Consorzio di Burana apre ai cittadini

Carla Zampighi, Consorzio di Burana

(Giornate bonifica Vignola)

 

 

La cimice asiatica monitorata dai tecnici

Halyomorpha Halys, o cimice della frutta, di origine asiatica, segnalata in gran parte dei paesi Ue, dal 2012 ha fatto la sua comparsa anche in Emilia-Romagna, oltre che in altre regioni della Pianura Padana come Lombardia e Piemonte. La sua presenza si è moltiplicata nella scorsa estate, con danni importanti alle produzioni frutticole nelle province di Modena, Reggio Emilia, ma anche Ferrara e Bologna. In particolare la coltivazione del pero è stata particolarmente colpita con danni molto importanti in particolare sulle cultivar estive. Anche su pesco, melo si sono segnalati danni, mentre meno preoccupante al momento è la situazione su vite. Trattandosi di una specie polifaga le infestazioni hanno colpito anche colture orticole, mais, sorgo e soia.

In Emilia Romagna, per far fronte a questa problematica si è costituito, un gruppo di lavoro a cui partecipano il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Modena-Reggio Emilia, il Servizio Fitosanitario Regionale ed i Consorzi Fitosanitari di Modena e Reggio Emilia.

E’ stata organizzata una rete di monitoraggio territoriale regionale al fine di controllare la situazione sia nelle aree già colpite nel 2015 che in quelle ancora esenti.

Paolo Bortolotti, Consorzio Fitosanitario Modena

 

 

Agricoltura in ripresa

Qualche segnale di ripresa si intravede in agricoltura, a partire dai servizi per le imprese che hanno la necessità di supporto tecnico e fiscale. È così che la Cia agricoltori italiani ha investito su una nuova e più funzionale sede a Carpi, quasi 500 metri quadrati di uffici al servizio degli imprenditori agricoli.

Cristiano Fini, presidente Cia Modena

Al taglio del nastro ha partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini

Stefano Bonaccini, pres. Regione Emilia Romagna

 

 

 

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