"in onda" Trasmissioni 2014

Puntata nr 15 del 5.10.14

I colori sono la sua passione, ma non dipinge. La sua creatività è nel coltivare piante da cui si estraggono colori naturali per il tessile e per la cosmesi: Samuele Sansoni, riminese trentaseienne, coltiva piante ad uso tintoreo ed è in campo che esprime la propri creatività. Sansoni è agronomo e la passione nasce da uno studio delle essenze ricche di colore naturale durante la tesi di laurea. Decide così di investire un paio di ettari in provincia di Forlì Cesena in cui coltivare piante come il guado, la robbia e la reseda. Il laboratorio invece è in territorio riminese, una attrezzatura molto simile a quella utilizzata nel settore enologico.

 

“Dal guado si ottiene il color indaco, dalla reseda il giallo e dalla robbia il colore rosso – spiega Sansoni -. Sono piante erbacee annuali e il processo di estrazione viene fatto completamente in azienda. Si usano tini, pompe enologiche e attrezzature impiegate nelle cantine vinicole – osserva – e l’estrazione dei colori avviene con procedimenti naturali, lasciando macerare in acqua le essenze.

Il processo viene fatto al’interno all’azienda e si usano gli strumenti che vengono utilizzati in enologia”. L’azienda, chiamata ‘Terrae Blu’, collabora con il dipartimento di Scienze per la qualità della vita dell'Università di Bologna e fornisce dati sulla caratterizzazione dei coloranti naturali e sulla loro applicazione nei diversi processi produttivi delle specifiche realtà interessate.

“In laboratorio mettiamo a punto le formulazioni di vernici a base di resine vegetali per il trattamento di legni pregiati – aggiunge Sansoni – ma prevalentemente i colori che otteniamo vengono impiegati nel settore tessile e per colorare carta”.

I colori vengono commercializzati allo stato secco perché il prodotto che se ne ricava dalla lavorazione è una polvere fine, solubile nuovamente in acqua “per tinteggiare tessuti, che è l’impiego più diffuso. Inoltre viene usato per colorare le paste di cellulosa per colorare la carta colorata”, spiega ancora Sansoni.

Le piante di guado e reseda vengono raccolte in estate ed in autunno, effettuando quindi due raccolti “anche se il periodo ottimale per queste due specie è il periodo estivo – osserva l’agricoltore - mentre ad ottobre si raccoglie la robbia. Lo sfalcio è manuale e solo in rare occasioni si utilizzano falciatrici meccaniche”. Da un paio di ettari si ricavano poco meno di cento chilogrammi di colore in polvere. “Commercializziamo il prodotto partendo da buste da 10 grammi – dice Sansoni –ma prepariamo confezioni anche da 500 grammi. Mezzo chilo di polvere di guado, ad esempio, vale da  170 euro, ma è un prezzo basso se si pensa alla lavorazione ed al processo produttivo che sta a monte”.

In Italia sono tre le aziende che producono in modo professionale piante ad uso tintoreo, una è Terrae Blu, poi una ha lo stabilimento nelle Marche e l’altra in Sardegna.

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