"in onda" Trasmissioni 2014

puntata nr 16 del 14.10.2014

L'agricoltura ai tempi del melograno

Bazzano, paese della provincia di Bologna, ce l’ha nello stemma comunale, come anche la città di Granada, in Spagna: la melagrana, frutto originario dell’Iran, ma presente fin dall’antichità nel Caucaso, è una pianta che si adatta i climi siccitosi poiché è resistente alle calure estive. In Italia le superfici coltivate sono modeste, ma in crescita, anche se questa specie  entra nei giardini come pianta ornamentale. Il nome melograno deriva dal latino malum (mela) e granatum (cioè con i semi) ed è proprio questa  caratteristica del frutto che limita in parte il consumo,  nonostante l’ottimo sapore e le qualità salutistiche.

Emilio Podeschi di Santarcangelo di Romagna, nel riminese, ha scommesso sul melograno ed  un altro ‘frutto cosidetto minore’, ossia il giuggiolo.

Annata vendemmiale in recupero

Dopo una estate piovosa sono arrivate le  giornate di sole che hanno portato a maturazione le uve risollevando una vendemmia che aveva fatto temere il peggio. La stagione ha messo a dura prova gli agricoltori che hanno dovuto proteggere i vigneti dai parassiti fungini, ma alla fine l’annata può considerarsi nella media. Secondo l’Associazione enologi quest'anno in Emilia Romagna, la seconda regione produttrice dopo il veneto, metterà nei tini circa  6.700.000 di ettolitri di mosto. In Romagna viene rilevato un calo produttivo di circa il 10-12% rispetto al 2013, mentre tutte le tipologie di lambrusco hanno prodotto mediamente un  5%  in meno. In linea con gli anni scorsi anche  Il pignoletto, vitigno bianco, coltivato su di una superficie di oltre 830 ettari da Modena fino ad Imola per una produzione di circa 58 mila ettolitri. La bella stagione dei primi di ottobre ha consentito ai viticoltori di pensare al futuro dei nuovi impianti, predisponendoli per le piogge invernali creando le condizioni per un buon drenaggio delle acque.

 Torrenti in sicurezza

L’inverno è alle porte e sono ultimati alcuni lavori di ripristino e di messa in sicurezza di torrenti e canali dell’Appennino modenese dopo una stagione estiva anomala. Andrea Lori, vice presidente Consorzio di bonifica Burana, ci spiega le azioni d'intervento.

 Prezzi del Parmigiano in caduta libera: cooperative e associazioni agricole richiedono interventi urgenti

 “Gli allevatori modenesi chiedono al Consorzio di tutela del Parmigiano reggiano di portare in votazione, alla prossima assemblea generale, alcune azioni ritenute indispensabili per contenere la grave situazione che sta attanagliando il comparto: prima di tutto l’intervento del Consorzio a favore di un adeguato ritiro di Parmigiano Reggiano fresco dal mercato tramite la controllata società I4S da destinare a mercati esteri, poi la cosiddetta scolmatura, cioè destinare latte da Parmigiano al consumo alimentare,  evitando così in futuro di dover ricorrere al ritiro delle forme”.
Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Cia, Confagricoltura e Copagri di Modena lanciano un appello all’Ente di tutela in merito alla grave situazione di mercato del settore lattiero caseario e dalle basse quotazioni del Parmigiano Reggiano “che prospettano  - dicono -un periodo di grande difficoltà economica per i produttori di latte nonché il rischio di chiusura di diverse aziende agricole e di alcune aziende di trasformazione”.
Tra i punti del documento, inviato ai vertici del Consorzio, anche la “la possibilità di una razionalizzazione dei costi strutturali del Consorzio per liberare risorse da finalizzare alle iniziative prospettate, oltre all’ipotesi di un’azione forte di promozione sul mercato interno a fronte di un calo dei consumi. Infine cooperative e associazioni chiedono “l’integrazione del Piano produttivo introducendo la modulazione (ovvero la riduzione provvisoria della quota latte da destinare al Parmigiano), ipotizzandone la misura massima al 10%, con facoltà dell’annuale assemblea del Consortile di determinarne l’entità nella percentuale ritenuta al momento congrua.

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