"in onda" Trasmissioni 2012

Puntata nr 2 del 29.04.2012

Un progetto per favorire il ricambio generazionale

Una esperienza emblematica, un progetto imprenditoriale di un giovane agricoltore, preso come esempio per dare un forte impulso al ricambio generazionale. Stefano Francia, imprenditore agricolo ventiduenne, ha spiegato il suo progetto vincente fornendo dettagli utili per i suoi colleghi ‘under quaranta’ nel corso del convegno svolto il 23 aprile scorso a Ravenna sul ricambio generazionale, incontro promosso dalla Cia, l’associazione dei giovani imprenditori agricoli Agia, Donne in Campo e Associazione pensionati Cia.

Promozione di esperienze per accompagnare ed agevolare gli agricoltori a fine carriera professionale che si trovano nella situazione di dover passare l’attività di imprenditori agricoli è stato il filo conduttore della giornata che aveva l’obiettivo di consolidare una metodologia adeguata per far evolvere il servizio di assistenza al ricambio generazionale nell’ottica di costruzione della “Banca della Terra”.
Al centro del progetto c’è la stipula di patti di relazione tra cedente e giovane, basati sulla tutela del valore fondiario dei terreni e sulla redditività degli stessi.
E' importante, ha quindi detto il giovane imprenditore, creare un business plan da presentare agli istituti di credito per finanziare la proposta, inoltre occorre ridurre i costi fissi e aumentare redditività, senza trascurare il fattore umano, ovvero il rispetto di chi cede il testimone.

L’88% delle imprese in Emilia Romagna non ha il successore e il recente censimento ci dice che ci sono 250 mila ettari condotti da imprenditori che hanno più di 65 anni.

Interviste a:
Stefano Francia
Gianni Bertinelli
Nicola Bertinelli
Eleonora Ghiselli
Lorenzo Falcioni

Maria Falcioni De Cesaris

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Ortofutta, si punta all’interprofessione per uscire dal tunnel

Un ventaglio di cinque proposte per migliorare e stabilizzare la redditività del comparto ortofrutticolo: lo ha presentato la Regione Emilia Romagna nel corso di un forum svolto a Bologna al quale hanno partecipato tutti gli attori della filiera ‘scottati’ dall’annata disastrosa per le pere.
A seguito del crollo dei prezzi di questa produzione di eccellenza, si cerca ora di correre ai ripari programmando produzione e commercializzazione, puntando sulle organizzazioni interprofessionali, ovvero quegli organismi in cui vengono condivise le regole di funzionamento dell’intera filiera. E’ questo infatti il primo punto per tentare di mettere in sicurezza il comparto. Accanto a questo strumento servono anche altri provvedimenti come le assicurazioni sul reddito e i fondi mutualistici, più efficienti modalità di gestione delle crisi a livello europeo, creazione di fondi autofinanziati per destinare una quota della produzione ordinaria all’avviamento di nuovi mercati.

Il quinto strumento di stabilizzazione è, inoltre, una buona applicazione dell’articolo 62 del decreto liberalizzazioni che introduce l’obbligo di contratti scritti nei contratti di fornitura e tempi massimi di pagamento.

Intervista a:
Cristiano Fini, presidente provinciale Cia

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Valorizzare la selvaggina con i prodotti d’eccellenza modenesi

Una ricchezza, vista l’abbondanza ed anche la densità eccessiva degli ungulati, che può trasformarsi in valore aggiunto da aggiungere ai prodotti tipici modenesi. E la qualità intrinseca di questi ‘prodotti’, le loro caratteristiche e come valorizzarli in cucina sono stati il tema di un incontro promosso dal Lions club e Soroptimist di Modena che hanno letteralmente messo in tavola un ventaglio di proposte culinarie a base di selvaggina.

Interviste a:
Luigi Dallari, presidente Lions Modena
Rosalba Caffo Dallari
Rosarita Benassi Bertoli - medico nutrizionista
Mauro Ferri veterinario - faunista
Giandomenico Tomei, Ass. Prov.le Agricoltura
Cristiano Fini, presidente provinciale Cia

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