"in onda" Trasmissioni 2011

Puntata nr 18 del 06.11.11

 

Dall’Unione europea le regole per una nuova l’agricoltura
E’ da poco stata presentata dalla Commissione europea la nuova politica agricola comunitaria che modificherà in parte il modo di fare agricoltura

La Commissione europea ha presentato il 12 ottobre scorso un progetto di riforma della politica agricola comune prevista dopo il 2013, la cosiddetta Pac. La proposta mira a rafforzare la competitività, la sostenibilità e il consolidamento dell’agricoltura su tutto il territorio dell’Unione a 27 stati così da garantire ai cittadini europei un’alimentazione sana e di qualità, tutelare l’ambiente e favorire lo sviluppo delle zone rurali. 
I prossimi anni saranno cruciali per gettare le basi di un’agricoltura forte e capace di affrontare i cambiamenti climatici e la concorrenza internazionale, rispondendo nel contempo alle attese dei cittadini. L’Europa ha bisogno degli agricoltori e gli agricoltori hanno bisogno del sostegno dell’Europa. È quindi sulla politica agricola comune che si fondano la nostra alimentazione e l’avvenire di più della metà del territorio europeo.
La nuova Politica agricola dovrebbe permettere di promuovere l’innovazionerafforzare la competitivitàdel settore agricolo – sia dal punto di vista economico che ecologico –, far fronte ai cambiamenti climaticisostenere l’occupazione e la crescita
Per valorizzare al meglio il potenziale agricolo dell’UE, la Commissione propone di sostenere il reddito degli agricoltori in modo più equo, semplice e mirato, e vuole dotare gli imprenditori di strumenti di gestione delle crisi e contrastare la volatilità dei prezzi.
Al fine di rafforzare la sostenibilità ecologica del settore agricolo e di valorizzare gli sforzi compiuti dagli agricoltori, la Commissione propone di riservare il 30% dei pagamenti diretti alle pratiche che consentono un uso ottimale delle risorse naturali, il cosidetto greening. Si tratta di pratiche semplici ed efficaci dal punto di vista ecologico, e cioè diversificazione delle coltureconservazione dei pascoli permanentisalvaguardia delle riserve ecologiche e del paesaggio. Sono poi previsti finanziamenti per la ricerca e l’innovazione.

Inoltre la Commissione Ue intende sviluppare le filiere corte dal produttore al consumatore incentivando inoltre le giovani generazioni a dedicarsi all’attività agricola
Cristiano Fini, presidente provinciale Cia

Per evitare la desertificazione e preservare la ricchezza dei nostri territori, l’Unione europea offre poi la possibilità agli Stati membri di fornire un maggiore sostegno agli agricoltori che si trovano in zone soggette a vincoli naturali, grazie a un’indennità supplementare
Infine un capitolo dedicato all’euroburocrazia: per evitare inutili oneri amministrativi, la Commissione propone di semplificare diversi meccanismi della PAC, in particolare i sistemi di controllo, senza peraltro diminuirne l’efficacia. 
Massimo Alberghini, direttore dell’Apima modenese, l’associazione degli operatori agrimeccanici formula un giudizio sulla Politica dell’Unione europea, con una distinzione suddivisa in due punti


Al via il Consorzio di tutela vini dell’Emilia

Si è costituito  nei giorni a Modena il Consorzio di tutela vini dell’Emilia  che consentirà di portare avanti la modifica del disciplinare della produzione del Lambrusco Emilia Igt, Indicazione geografica tipica che in termini di volumi rappresenta circa un milione di ettolitri di vino.
Davide Frascari, presidente Consorzio vini Emilia
Pier Luigi Sciolette, presidente consorzio del Lambrusco

 

Recupero dell’ambiente grazie al piano di sviluppo rurale

Integrazione del reddito dell’imprenditore agricolo, accrescimento dell’attrattività dell’ambiente rurale,  realizzazione di interventi di recupero di immobili da destinare all’attività agrituristica e didattica. Sono gli obiettivi dell’ L’Azione 1 “Agriturismo ricompresa nella Misura 311 raggiunti dell’azienda agrituristica la Luna, a Riolunato. 
Azienda agricola Gilberto Fortini Riolunato, agriturismo La Luna

 

Cresce la produzione di Parmigiano

Nell’arco di nove mesi, da gennaio a settembre di quest’anno, la produzione di Parmigiano Reggiano è cresciuta del 6,6%, un’impennata dovuta anche ai prezzi più remunerativi del re dei formaggi. Il governo dell’offerta diventa quindi necessaria per evitare le crisi cicliche del comparto che solo un anno fa aveva messo in ginocchio numerosi allevamenti.
Claudio Guidetti, direttore Consorzio Parmigiano sezione Modena

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