"in onda" Trasmissioni 2011

Puntata nr 15 del 16.10.2011

 

Frutta, il bilancio dell’annata a Macfrut
Lo stato di salute dell’ortofrutta internazionale è stato sotto la lente d’ingrandimento di Macfrut 2011, la manifestazione cesenate dedicata al settore ortofrutticolo che ha chiuso i battenti il 7 ottobre scorso. La rassegna è l’appuntamento in cui si elaborano soluzioni e “linee guida”, oltre ad essere un rilevante momento per allacciare e consolidare relazioni fra imprenditori esteri ed aziende italiane, ma è giunta dopo una estate in cui si sono manifestati elementi di crisi e su cui tutto il settore si sta interrogando. Da una parte il particolare momento che ha portato alla difficoltà di alcune varietà di frutta estiva interessando principalmente –ma non solo- i tre maggiori produttori europei Italia, Spagna e Francia. Poi anche in mercato di produzioni come pere e mele non ha premiato in termini economici la qualità e lo sforzo dei frutticoltori. Inoltre c’è la grande crisi economica che sta contraendo i consumi e li ha modificati in maniera drastica, anche in campo alimentare. Al Macfrut la Cia ha affrontato il tema delle produzioni ortofrutticole nel Mediterraneo, dove l’Italia si colloca tra i primi Paesi esportatori con un valore di oltre 6 miliardi di euro. L’argomento dello sviluppo agricolo nel Mediterraneo, un’area con una superficie di 6,8 milioni di kmq ed una popolazione di 284 milioni di abitanti, è stato al centro di un convegno promosso dalla Cia.

L’Italia è primo produttore nel vecchio continente con 34,2 milioni di tonnellate e si colloca al quinto posato nel mondo: l’ortofrutta per il Belpaese vuol dire un fatturato di 22 miliardi di euro. La Fiera cesenate è giunta però dopo un’estate da dimenticare, una stagione che non ha risparmiato nessuna tipologia produttiva.
La Cia, ha messo in evidenza le attuali regole di mercato e denunciato la presenza di prodotto indifferenziato, non etichettato nella sua origine, non tracciato, che entra nel territorio italiano, viene immesso nei nostri mercati, anche per il consumo interno, spesso confuso con il prodotto realmente di origine italiana.
All’iniziativa ha partecipato, tra gli altri Pier Luigi Petrillo dell’Unesco che ha sottolineato la valenza storica e culturale del prodotto, spesso sottovaluta, ma che è alla base dell’export. La politica  dell’Unione europea sull’ortofrutta, è stato detto infine è molto complicata perchè Vuole proteggere i produttori europei, ma non così tanto da danneggiare i partners del Mediterraneo”.

Irrigazione di precisione per migliorare la qualità
Il pomodoro da industria nella ventaglio produttivo emiliano romagnolo è di grande rilievo e ad annata conclusa si fanno i primi bilanci. C’è stato un calo delle superfici a livello nazionale di circa il 15% e  l’andamento produttivo ha  evidenziato una sensibile riduzione delle rese con un prodotto di buona qualità.
Le tecniche irrigue del pomodoro sono alla base dei risultati produttivi degli agricoltori perché la disponibilità di acqua, e come viene somministrata, incide su qualità e quantità del raccolto. In piena campagna si eseguono controlli e prove irrigue sulla coltura  per individuare i giusti volumi da impiegare per lo sviluppo ottimale delle piante
Giorgio Gazzoti, agronomo
Giuseppe Corradi, agricoltore
Oreste Ramenzoni, costruttore di macchine semoventi

L’agricoltura fornisce energia
A Fiumalbo un agricoltore produce energia per se e per un vicino albergo, integrando l’attività di allevatore. Oltre a crescere soggetti da carne di razza limousine, con la pulizia del bosco ottiene un prezioso carburante che alimenta una caldaia.
Adriano Corsini, assessorato Agricoltura Provincia di Modena
Graziano Fognani, agricoltore

I giovani imprenditori investono nell’agriturismo
Vi portiamo l'esempio di una giovane imprenditrice, Beatrice Barbieri, dell'Agriturismo ‘Cà Marsiglia’
Gianluca Aldrovandi, assessorato Agricoltura Provincia di Modena.

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