"in onda" Trasmissioni 2011

Puntata nr 16 del 23.10.2011

 

Castagne e Marroni minacciate da insetto ‘killer’ e siccità
E’ un “anno nero” per le castagne ed i marroni del territorio modenese, ma anche dell’intera penisola. La raccolta 2011 sarà infatti notevolmente ridotta e si parla di un calo produttivo di circa il 50 per cento. A minacciare la leadership europea di castagne e marroni  “made in Italy” sono gli effetti devastanti dell’insetto “killer”, il cinipide galligeno che da anni danneggia gravemente i nostri boschi di castagni. E come se non bastasse in agosto e settembre ci si è messa pure la siccità senza precedenti. Un mix micidiale che porterà con tutta probabilità al dimezzamento dei quantitativi prodotti.
La pianta che popola quasi 790 mila ettari di bosco in tutta Italia, compreso il nostro Appennino, è infatti attaccata violentemente da un parassita capace di debilitare l’albero, mettendone a rischio lo sviluppo vegetativo e diminuendo la sua produzione fino al 50-60 per cento. Ma il peggio è che gli effetti del minuscolo insetto distruttivo potrebbero continuare a incidere ancora per qualche anno sui raccolti, visto che i risultati della disinfestazione, che consiste nell’innesco di una lotta biologica con un insetto antagonista, saranno visibili solo tra qualche anno.
A peggiorare la situazione  ha contribuito il clima siccitoso della lunga estate dei record, che ha segnato il 20 per cento in meno di precipitazioni rispetto alla media e almeno 2 gradi in più sulla colonnina di mercurio.
Si prevede, quindi, una stagione in “rosso” per un comparto d’eccellenza che conta 34.160 imprese e più di centomila lavoratori e che tra il 1999 e il 2007 ha fatto registrare una produzione pari a un valore medio di 46 ben milioni di euro.
Intervista a Stefano Fogacci, agricoltore

Cispadana? Gli agricoltori vogliono vederci chiaro
Parte dal Casello autostradale di Reggiolo – Rolo sulla A22, nel reggiano, e arriva fino Ferrara Sud, sull’A13, per una lunghezza complessiva di 67 kilometri.
Stiamo parlando della Cispadana, un corridoio che interesserà il territorio modenese intersecando i comuni di  Concordia, Novi, San Possidonio, Mirandola, San Felice, Finale, Medolla. (Cento, Sant’Agostino e Poggio Renatico)
L’opera, di cui si parla da tempo, è stata dichiarata di pubblico interesse  con una delibera della regione Emilia Romagna nel luglio del 2007.
I lavori non sono ancora iniziati, anche se l’avvio era previsto verso la fine del 2010. La Cispadana, dal costo stimato di un miliardo e 150 milioni di euro, sarà probabilmente costruita su di un in rilevato alto circa 2 metri e mezzo. A tutt’oggi è possibile individuare il tracciato solo a grandi linee e le mappe disponibili non sono così dettagliate da individuare con precisione i terreni ed i fondi rustici attraversati. Per questo i rappresentanti degli agricoltori chiedono che ci sia la possibilità di accedere agli atti della proposta di tracciato per consentire una analisi degli impatti che creerà sui fondi rustici eventualmente interessati, al fine di poter dare un contributo e suggerire gli eventuali correzioni di natura tecnica sugli appezzamenti coinvolti, (tali da rendere meno impattante il tracciato).
I produttori hanno incontrato, nel frattempo, la consulta agricola dei comuni dell’area nord. Da aprile poi, le associazioni agricole hanno chiesto all’assessore regionale alla Programmazione territoriale ed urbanistica, Alfredo Peri, di attivare un tavolo di confronto tecnico al quale fare riferimento per gestire la fase espropriativa e realizzativa dell’opera, “nello spirito – hanno richiesto - di diminuire i contenziosi e garantire un equo indennizzo alle aziende agricole”. La richiesta è stata a tutt’oggi disattesa, e per tale motivo le associazioni si stanno organizzando per assicurare che le procedure della regione rispettino i diritti di agricoltori e loro rappresentanze.
“Non si capisce infatti – lamentano gli imprenditori – come mai non vi sia un coinvolgimento stretto delle istituzioni verso coloro che saranno espropriati di terreni per pubblica utilità”.
Va detto che in casi precedenti, come ad esempio la realizzazione della Pedemontana e della tangenziale di Nonantola, la stipula degli accordi ha ridotto notevolmente i contenziosi, fluidificando i tempi della realizzazione delle opere, con risparmio di tempo e risorse dell’ente pubblico.
Intervista a Cristiano Fini, presidente provinciale Cia e a Maurizio Gianaroli, presidente provinciale Coldiretti

 

Un campo che produce energia
Integrare il reddito dell’impresa agricola con la produzione di energia elettrica: è l’esperienza di un agricoltore che grazie anche agli incentivi previsti dal piano di sviluppo rurale ha installato a terra dei pannelli fotovoltaici
Intervista a Andrea Meschiari

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